|

Il lignaggio Kagyü,
come tutti gli autentici lignaggi Buddhisti, ha la sua origine fermamente
radicata negli insegnamenti del Buddha. Il punto centrale per tutte le
tradizioni è sempre lo stesso: Come uscire dal ciclo dei continui alti e
bassi, dalle paure e dai piaceri temporanei e limitati dell’esistenza
mondana, basata sull’illusione, e trovare una felicità ultima, permanente,
che è la vera natura dell’esistenza? Illusione e verità, relativo e ultimo.
Ciò che distingue il
lignaggio Kagyü dalle altre tradizioni è il modo in cui gli insegnamenti del
Buddha sono formulati, e le potenti tecniche di meditazione impiegate per
permettere di fare esperienza e di realizzare il significato degli
insegnamenti del Buddha. La chiarezza dell’esposizione e la vividezza della
tecnica sorge attraverso una linea diretta e ininterrotta di insegnamenti
che vengono direttamente dal Buddha.
Il lignaggio Kagyü
proviene direttamente dal Buddha attraverso due correnti di insegnamenti, il
cui contenuto, che è il cuore della dottrina Kagyü, si chiama Mahamudra.
La prima corrente di
insegnamenti arriva dal Buddha, nella forma di Vajradhara (Dorje Chang),
attraverso una successione di maestri indiani tra cui Saraha, Nagarjuna e
Maitripa. La caratteristica principale di questo aspetto del Mahamudra è la
meditazione che lavora direttamente con la mente stessa. Questi insegnamenti
furono portati in Tibet dal discepolo di Maitripa, il tibetano Marpa.
La seconda corrente
di insegnamenti arrivò da Vajradhara (Dorje Chang) a Tilopa, uno
straordinario Mahasiddha Buddhista che assimilò e padroneggiò perfettamente
gli insegnamenti di oltre cento importanti guru dell’epoca. Tilopa trasmise
la quint’essenza della sua realizzazione al Mahapandita Naropa, uno dei più
grandi eruditi Buddhisti e uno degli ottantaquattro Mahasiddha indiani.
Questo tipo di
Mahamudra utilizza molte visualizzazioni e tecniche yoga per giungere alla
piena comprensione della natura ultima della realtà. Il tibetano Marpa fu il
principale erede spirituale anche di questa trasmissione.
Entrambi le correnti
arrivarono in Tibet grazie all’incredibile diligenza e alla forte
predisposizione di Marpa che compì il lungo e pericoloso viaggio dal Tibet
all’India tre volte, trascorrendo oltre vent’anni sotto la guida di Naropa,
arrivando infine a padroneggiare i più sottili insegnamenti del Buddhismo
Vajrayana.
Il principale
discepolo di Marpa fu Milarepa, una persona portata al Buddhismo a causa dei
drammatici eventi accorsi nella sua vita. Milarepa sarebbe in seguito
diventato il più famoso yogi tibetano per aver raggiunto l’illuminazione in
una sola vita, e a causa della sua ineguagliata diligenza che gli permetteva
di meditare in grotte innevate in alta montagna indossando solamente una
leggera veste di cotone.
Le successive due
generazioni di detentori del lignaggio Kagyü avrebbero delineato il futuro
del lignaggio stesso per il millennio a seguire. Il principale discepolo di
Milarepa, Gampopa, integrò i profondi insegnamenti ricevuti con la grande
erudizione e la pura disciplina monastica che già padroneggiava, diventando
un maestro Buddhista esperto e competente in ogni aspetto degli insegnamenti
e manifestando la perfezione dei tre yana. L’attività di Gampopa era stata
predetta dal Buddha Sakyamuni, nel Sutra Samadhiraja. Mentre Milarepa
raggiunse l’illuminazione in una sola vita, Gampopa è visto come un essere
che si manifesta nel corso di innumerevoli ere cosmiche come un bodhisattva
del decimo livello, con lo scopo di assistere tutti i Buddha a portare i
loro insegnamenti nel mondo.
Esistono quattro
lignaggi Kagyü ‘maggiori’ e otto ‘minori’ che partono dai discepoli di
Gampopa. Nel loro insieme sono noti come Dagpo Kagyü, che deriva dal secondo
nome con cui era noto Gampopa, Dagpo Rinpoche. Come spesso accade in Tibet,
entrambi i nomi hanno origine da dei luoghi: Dagpo era infatti il luogo in
cui nacque Gampopa, mentre Gampo è il nome della montagna sacra dove Gampopa
stabilì il primo monastero Kagyü.
Dopo Gampopa, il
lignaggio Kagyü vide degli straordinari esseri che si occuparono di
tramandare il lignaggio nella sua purezza e profondità. Il principale
discepolo di Gampopa fu il primo Karmapa, Dusum Khienpa, che da quel momento
si sarebbe manifestato ancora e ancora nel corso dei secoli, sino ai giorni
nostri, per guidare e proteggere il lignaggio Kagyü. Il Karmapa è quindi il
primo Tulku, o Lama reincarnato, del Tibet. Tra le successive incarnazioni
dei Karmapa, la continuità, la purezza e la profondità del lignaggio sono
assicurate dal principale discepolo di ogni Karmapa, che ha la
responsabilità di ri-trasmettere gli insegnamenti nella loro interezza alla
reincarnazione del loro guru. Questa successione ininterrotta, da Tilopa a
Naropa, Marpa, Milarepa, Gampopa, I Karmapa, I Situpa, i Shamarpa, i
Gyaltsabpa, e gli altri guru, è nota come il Rosario d’Oro dei Lama Kagyü:

Vajradhara (Dorje
Chang)
Tilopa
Naropa
Marpa
Milarepa
Gampopa
Dusum Kiempa (1°
Karmapa)
Drogon Rechen
Pomdrakpa
Karma
Pakshi (2° Karmapa)
Orgyenpa
Rangjung
Dorje (3° Karmapa)
Gyalwa
Yungtönpa
Rolpe Dorje
(4° Karmapa)
Khachö Wangpo
Deshin
Shekpa (5° Karmapa)
Ratnabhadra
Thongwa
Dönden (6° Karmapa)
Bengar
Jampal Sangpo
Goshir
Paljor Dhöndrup
Chödrak
Gyatso (7° Karmapa)
Tashi
Paljor
(3° Tai Situpa)
Mikyö Dorje
(8° Karmapa)
Könchok
Yenlak
Wangchuk Dorje
(9° Karmapa)
Chökyi
Wangchuk
Chöying Dorje
(10° Karmapa)
Yeshe
Nyingpo
Yeshe Dorje
(11° Karmapa)
Palchen
Chöki Dhondrup
Changchub Dorje
(12° Karmapa)
Chökyi Jungne
(8° Tai Situpa)
Dudul Dorje
(13° Karmapa)
Thekchok Dorje
(14° Karmapa)
Lodrö Thaye
Khakyab Dorje
(15° Karmapa)
Pema Wangchok
Gyalpo
(11° Tai Situpa)
Palden
Khyentse Öser
Rangjung Rigpe
Dorje (16° Karmapa)
Orgyen
Trinley Dorje (17° Karmapa)

|