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Lama Yeshe Losal Rinpoche

Nato nel 1943 in una
famiglia contadina nel Kham, Tibet orientale, e chiamato Jamphel Drakpa, o
più brevemente Jamdrak, ebbe un’idilliaca prima infanzia immersa nella
natura, aiutando la sua famiglia con gli yak e le pecore e giocando nei
pascoli ricchi di vegetazione con altri bambini del villaggio. Questa
esistenza priva di preoccupazioni fu interrotta quando il giovane Jamdrak fu
scelto per unirsi a suo fratello, Choje Akong Tulku Rinpoche al suo
monastero di Dolma Lhakang. La nascita di Akong Tulku Rinpoche era stata accompagnata da molti segni di buon auspicio e, benché fosse soltanto tre
anni più vecchio di Jamdrak, era stato riconosciuto come un Tulku, o Lama
reincarnato, dal capo del Lignaggio Kagyü, Sua Santità il 16° Karmapa. A sei
anni era stato intronizzato come Abate del monastero di Dolma Lhakang dove
cominciò la rigorosa formazione negli insegnamenti del Buddhismo Vajrayana.
Nella tradizione tibetana,
se un Tulku è alla guida di un monastero, uno dei suoi fratelli viene
addestrato per assisterlo. Poiché molti segni d’auspicio si manifestarono
anche alla nascita di Jamdrak, e anche lui era stato riconosciuto come Tulku,
ma non confermato ufficialmente a causa della situazione politica, lui era
la scelta ovvia. A dieci anni Jamdrak lasciò la famiglia per raggiungere
Akong Tulku Rinpoche ed iniziare la sua educazione formale nel desolato,
remoto monastero di Dolma Lhakang.
Jamdrak studiò
diligentemente, anche se riluttante, sotto una successione di Lama, ma
all’età di quindici anni i suoi studi furono bruscamente interrotti
dall’invasione del Tibet da parte delle truppe cinesi. Nel 1959 i due
giovani fratelli, assieme ad un fratello più anziano, vari Rinpoche e un
gruppo di trecento persone fuggirono dal monastero. Furono avvisati
dell’imminente invasione da un Lama insigne, e spinti ad andarsene o
sarebbero stati in pericolo di vita. Poiché i cinesi avevano occupato Lhasa,
il gruppo fu obbligato a trovare una strada alternativa. Toccò loro un
periglioso viaggio attraverso l’Himalaya, lungo lande ghiacciate, passi di
alta montagna e fiumi impetuosi. Benché fossero sul punto di morire, i
fratelli arrivarono al confine indiano con tredici persone al posto delle
trecento partite. I rimanenti del gruppo erano morti di stenti, catturati o
uccisi.
Una volta giunti nel caldo
e sconosciuto ambiente indiano, spesso i rifugiati tibetani si ammalavano.
Il fratello maggiore di Jamdrak morì di tubercolosi, e Jamdrak stesso
contrasse tubercolosi e vaiolo. In seguito ad un’operazione nella quale uno
dei suoi polmoni fu rimosso, recuperò una buona salute e poté riprendere la
sua educazione. Dopo aver superato gli esami alla scuola per giovani Tulku,
fu scelto per far parte di un gruppo di giovani dotati da avviare
all’attività di amministratori dei nuovi insediamenti tibetani.
A seguito di un’udienza con
Sua Santità il Dalai Lama, Jamdrak si assicurò un importante e ben pagato
posto di amministratore in un grande insediamento tibetano nel Sud
dell’India. Tuttavia questo incarico ebbe vita breve, perché un
significativo incontro a Delhi con Sua Santità il sedicesimo Gyalwa Karmapa
cambiò irrimediabilmente la sua vita. Vedendo il suo potenziale, il Karmapa
invitò Jamdrak a seguirlo nel suo monastero in Sikkim. La famiglia del
giovane Jamdrak seguiva il lignaggio Kagyü, e anche Jamdrak aveva grande
devozione per il Karmapa, e non esitò a lasciare il suo prestigioso lavoro
per raggiungere Sua Santità al monastero di Rumtek, in Sikkim.
Come giovane laico con una
buona educazione ed un inglese ragionevole, Jamdrak si trovò ad assistere il
Karmapa come segretario, ed ebbe la preziosa opportunità di ricevere
insegnamenti Buddhisti da Lama importanti. Quando Freda Bedi, la
straordinaria donna inglese che prese i voti come Sister Palmo arrivò a
Rumtek per ricevere insegnamenti dal Karmapa, Jamdrak fece da traduttore, e
ricevette con Sister Palmo le iniziazioni date dal Karmapa per la pratica di
Vajrayogini, Karma Pakshi e Gyalwa Gyamtso. Anche se Jamdrak non era un
monaco, gli fu data una camera a fianco dei quattro giovani reggenti del
Lignaggio Kagyü, e poté praticare in una stanza del tempio contenente le
preziose reliquie dei Kagyüpa. Spesso il sedicesimo Karmapa si riferiva a
Jamdrak come a suo figlio, e lo trattava allo stesso modo degli importanti
Rinpoche.
Nonostante la sua devozione
per il Karmapa, Jamdrak non apprezzò pienamente questa preziosa opportunità;
dopo aver conosciuto alcuni giovani volontari americani dei Peace Corps, si
incuriosì sull’Occidente. Ottenendo l’aiuto del suo amico Chogyam Trungpa
Rinpoche, che con Akong Tulku Rinpoche aveva nel frattempo fondato il centro
tibetano Kagyü Samye Ling in Scozia, Jamdrak agì per tagliare corto con la
burocrazia indiana, ed ottenne passaporto, visto e biglietto aereo a tempo
di record.
Il suo arrivo in
Gran Bretagna coincise con i movimenti hippie degli anni sessanta. Giovani
aristocratici, attori e pop stars fioccarono a Samye Ling e Jamdrak non
perse tempo nel buttarsi nel loro eccitante ed edonistico stile di vita.
Akong Tulku Rinpoche, affaccendato nel guidare Samye Ling, tollerava
pazientemente gli eccessi del fratello, sperando che li abbandonasse a
breve. Nonostante avesse ricevuto da Akong Tulku Rinpoche ogni cosa, Jamdrak
cominciò a sentirsi interiormente vuoto e insoddisfatto. Il punto di svolta
avvenne dopo una fatidica partita di pesca a Orkney’s con un amico di
famiglia.
Essendo Buddhista, Jamphel
Drakpa non era felice all’idea di pescare, ma aveva accettato di andare
soltanto per non dispiacere al suo amico. Benché non sapesse pescare, i
pesci semplicemente trovavano il suo amo e dopo non molto ce n’erano una
grossa quantità nella barca dove il suo amico li uccideva colpendoli sulla
testa. L’amico era realmente compiaciuto della pesca e, allineando i pesci
morti, scattò delle foto che al loro ritorno a casa mostrò con orgoglio ad
Akong Tulku Rinpoche.
Per la prima volta nella
vita Jamdrak vide suo fratello Akong Tulku Rinpoche visibilmente agitato. La
sua faccia era addolorata e la sua voce era piena di tristezza, e spiegò a
Jamdrak di come promise ai loro genitori che avrebbe badato a lui. Akong
Tulku Rinpoche disse che aveva cercato di fare da madre e da padre a suo
fratello e gli aveva dato qualsiasi cosa chiedesse. Nonostante avesse
cercato di fare di Jamdrak un buon Buddhista e una brava persona, sentiva
che aveva fallito, era infelice e non avrebbe potuto essere in pace con i
loro genitori.
Il cuore di Jamphel Drakpa
fu squarciato dall’angoscia e dal rimorso. Realizzò come in precedenza aveva
offeso suo fratello, come se in qualche modo fosse per colpa sua che essi
erano stati separati dai loro genitori in giovane età. In quell’istante vide
quanto gentile era sempre stato Akong Tulku Rinpoche, non rifiutandogli mai
niente e dandogli sempre tutto ciò che aveva; a questo proposito, lo stesso
Lama Yeshe Losal Rinpoche dice: ‘se mi avesse picchiato non avrei potuto
provare un dolore peggiore di quello che ho provato in quel momento. La Sua
gentilezza poteva cambiare il cuore di un mostro. Da quel momento in poi non
ero più interessato a ribellarmi a lui. Volevo cambiare e fare qualcosa per
renderlo felice e orgoglioso di me.’
Sapendo che Sua Santità il
Karmapa stava andando in America su invito di Chogyam Trungpa Rinpoche,
Jamdrak chiese ad Akong Tulku Rinpoche di poter partire per riunirsi a Sua
Santità e al sentiero del Dharma. Akong Rinpoche acconsentì e un castigato
ma determinato Jamdrak andò ad unirsi al Karmapa e al suo entourage in un
estensivo tour tra Stati Uniti e Canada.
Verso la fine del tour, Sua
Santità incontrò un benefattore cinese Buddhista che gli offrì un ampio
tratto di terra nello stato di New York per fondare un Centro di Dharma. Con
suo grande stupore, Jamdrak fu nominato dal Karmapa segretario e tesoriere
del progetto con un altro giovane tibetano, Lama Tenzin Chonyi come
presidente. Con l’aiuto del benefattore cinese Jamdrak e Lama Tenzin
affittarono una proprietà a New York e invitarono diversi Lama tibetani
dall’India per dare insegnamenti. In breve tempo un nuovo Centro, chiamato
Karma Triyana Dharmachakra, fu avviato in un tranquillo e rurale
insediamento vicino a Woodstock. Con Khenpo Karthar Rinpoche, Bardor Tulku
Rinpoche e Lama Ganga come insegnanti residenti, il Dharma cominciò a
fiorire nello stato di New York e nel ritrovato Jamdrak.
Ogni volta che Lama
importanti come Tai Situpa e Thrangu Rinpoche venivano in visita, Jamdrak
riceveva iniziazioni e insegnamenti. Praticò anche i Quattro Fondamenti
sotto la guida di Khenpo Karthar. La sua mente non era più affascinata dagli
aspetti esteriori della civiltà occidentale, avendo visto che essi non
portano a nessuna felicità ultima. Capendo che non poteva essere d’aiuto a
se stesso, a suo fratello, e a nessun altro, fintanto che non avesse
realizzato una certa chiarezza e stabilità della mente, Jamdrak decise che
praticare come un Buddhista laico non fosse abbastanza. Aveva bisogno di
sbarazzarsi delle distrazioni mondane diventando un monaco ed entrando in
ritiro. Quando Sua Santità il Karmapa visitò successivamente gli Stati
Uniti, Jamdrak chiese di essere ordinato.
Nel maggio del 1980,
nell’auspicale giorno che commemora l’Illuminazione del Buddha, Sua Santità
il sedicesimo Gyalwa Karmapa conferì l’ordinazione Ghelong a Jamphel Drakpa
e gli attribuì il nome di Ghelong Yeshe Losal. La cerimonia di ordinazione
ebbe luogo al Centro Karma Triyana Dharmachakra alla presenza di molti Lama
importanti, inclusi Jamgon Kongtrul, Ponlop Rinpoche, Bardor Tulku, Khenpo
Khartar e Lama Ganga. Dopo aver trascorso la sua prima settimana come monaco
con Sua Santità a Washington DC, Yeshe Losal disse addio al Gyalwa Karmapa,
per quella che fu l’ultima volta. Quando ritornò al Centro, la sua ultima
azione prima di iniziare uno stretto ritiro, fu offrire tutto ciò che
possedeva a Sua Santità il Karmapa.
Yeshe Losal aveva già
completato tre volte le pratiche preliminari, e per proseguire la sua
pratica in solitudine aveva scelto un confortevole cottage da ritiro con
bagno e cucina. Tuttavia, quando il grande Maestro Kalu Rinpoche lo visitò,
consigliò a Lama Yeshe Losal Rinpoche di buttarsi nella pratica al cento per
cento, come Milarepa.
Seguendo il consiglio di
Kalu Rinpoche, Yeshe Losal lesse la biografia e i canti di Milarepa e fu
straziato dalla storia del grande Santo Yogi. Apprese come Milarepa avesse
trasceso tutti gli ostacoli e sofferse tremende privazioni allo scopo di
raggiungere la piena Illuminazione in un'unica vita. Yeshe Losal si vide
come un essere selvaggio che aveva bisogno di purificare e domare la propria
mente. Sapeva che sarebbe servito un grande sforzo e iniziò a fare
prostrazioni almeno per tre ore senza interruzione, consumando alla fine tre
tavole per prostrazioni. Con Khenpo Karthar Rinpoche come mentore Yeshe
Losal ricevette anche insegnamenti dai più importanti Lama del Lignaggio
Kagyü, incluso Jamgon Kongtrul, che gli diede l’iniziazione di Tara Bianca,
e Goshir Gyaltsapa da cui ricevette istruzioni sui Sei Yoga di Naropa.
Per cinque anni Yeshe Losal
praticò in maniera inflessibile, trascendendo ostacoli sia esteriori che
interiori. Il comfort e la tranquillità del suo cottage furono rovinati
dall’arrivo di pesanti macchinari per l’inizio dei lavori di costruzione nel
grande tempio che stava per diventare la sala principale del Centro. Oltre a
questo, l’acqua e la linea elettrica furono tagliate, così la stanza da
bagno e la toilette divennero inutilizzabili. Era costretto ad usare un
bagno in plastica da campeggio e a rimanere sotto la pioggia all’aperto per
farsi la doccia! Ad aggiungersi alle sue tribolazioni la sua casa divenne un
santuario della vita selvaggia. Un grande castoro si fece la casa sotto le
assi del pavimento, mentre procioni e moffette combattevano fiere battaglie
che lasciavano le loro puzzolenti tracce per diversi giorni. La sua isolata
cabina di ritiro era diventata una camera di tortura!
Nonostante i lavori di
costruzione scuotessero la piccola casa fino alle fondamenta, egli ricordava
le prove che Milarepa aveva sopportato e rafforzò la sua determinazione,
deciso a vedere il lato positivo della situazione. Un piccolo rumore o
disagio erano un piccolo prezzo da pagare comparato al beneficio di
costruire una magnifica sala principale per un Centro di Dharma dove gli
insegnamenti del Buddha sarebbero fioriti beneficiando molte persone. In
seguito, Kalu Rinpoche disse a proposito di Lama Yeshe Losal Rinpoche che
era l’erede della sua saggezza e il suo principale detentore del Lignaggio.
Dopo cinque
anni, a Lama Yeshe Losal Rinpoche fu chiesto da Akong Tulku Rinpoche di
ritornare a Samye Ling, dove l’altro fratello e sua sorella erano arrivati
dal Tibet. Quando uscì dalla casa di ritiro il suo corpo era pressoché
scheletrico, ma la sua mente era chiara come un cristallo. Volò in Scozia
per incontrare la sua famiglia, e fu persuaso da Akong Tulku Rinpoche a
riprendere il suo ritiro a Purelands, il centro di ritiro di Samye Ling
invece di ritornare negli Stati Uniti.
Purelands è stato fondato
per accogliere praticanti che entrano nel tradizionale, stretto ritiro
Buddhista della scuola Karma Kagyü, che dura quattro oppure tre anni e tre
mesi. Quando finì il lungo ritiro nel 1988 Lama Yeshe Losal Rinpoche
continuò la sua meditazione solitaria ma, prima che il successivo ritiro
cominciasse, la costruzione doveva essere ingrandita per accogliere più di
quaranta uomini e donne che attendevano di prenderne parte: Yeshe Losal si
trovò ancora una volta a meditare nel mezzo di un cantiere con persone che
lavorarono tutto il giorno per sette mesi, per poter finire la costruzione
in tempo. La veranda diventò un magazzino per i materiali da costruzione,
inclusi centinaia di sacchi di cemento. Nonostante la polvere entrasse dalla
finestra e nel suo polmone buono, rifiutò di permettere al continuo rumore e
tumulto di disturbarlo, praticando invece la pazienza ed ottenendo la
visione pura, vedendo il rumore come il messaggero di un nuovo ritiro che
avrebbe beneficiato molta più gente.
Quando morì il Maestro di
Ritiro di Samye Ling, nel 1988, Akong Tulku Rinpoche chiese a suo fratello
di succedergli. Gradualmente, Lama Yeshe Losal Rinpoche diventò il
consigliere spirituale non solo in ritiro ma anche a Samye Ling. Poiché il
lavoro di Akong Tulku Rinpoche per Rokpa Trust lo portava in Tibet e in
altri Paesi per periodi di tempo sempre più lunghi, Lama Yeshe Losal
Rinpoche fu maggiormente coinvolto nelle attività giornaliere di Samye Ling.
Molti giovani occidentali cercavano i suoi consigli; avendo sperimentato il
loro modo di vivere, Lama Yeshe Losal Rinpoche aveva gli strumenti ideali
per aiutarli ad occuparsi dei loro problemi. Nel 1995 Akong Tulku Rinpoche
chiese a Khentin Tai Situpa di nominare ufficialmente Lama Yeshe Losal
Rinpoche Abate del Kagyü Samye Ling.
Avendo trovato pace mentale
diventando un monaco e praticando generosamente la meditazione, Lama Yeshe
Losal Rinpoche sentì che anche altre persone avrebbero ottenuto grandi
benefici da un’esperienza simile. Sapendo che molti occidentali erano ben
poco familiari all’idea dell’ordinazione, istituì un sistema in cui è
possibile prendere i voti come monache o monaci novizi per un anno. In
questo modo i monaci e le monache sono liberi di estendere il periodo della
loro ordinazione, oppure di tornare alla vita laica. Il Sangha occidentale
al Kagyü Samye Ling e ai suoi Centri associati è gradualmente cresciuto, ed
ora ci sono più di cinquanta tra monaci e monache, alcuni dei quali hanno
ricevuto l’ordinazione monastica completa. Assieme alla pratica della
meditazione e agli studi Buddhisti, il Sangha è anche coinvolto nella
gestione dei Centri.
A differenza di molti Lama
tibetani, Lama Yeshe Losal Rinpoche non ha un monastero da mantenere in
Tibet, perciò considera Kagyü Samye Ling come il suo monastero ed è
pienamente impegnato nel seguire il Sangha e continuare il Lignaggio in
Occidente.
Per aiutare al meglio le
persone che gli chiedono guida e consigli, Lama Yeshe Losal Rinpoche vede
come imperativo il prendersi del tempo dal suo impegnativo programma e, ogni
anno, trascorrere un periodo in ritiro. Nel 1993, su suggerimento di Akong
Tulku Rinpoche, Lama Yeshe Losal Rinpoche si recò dal rinomato Maestro di
meditazione, Tulku Urgyen Rinpoche per chiedere la trasmissione del Prezioso
Lignaggio della pratica del Ritiro del Bardo. Tulku Urgyen Rinpoche,
intuendo che Lama Yeshe Losal Rinpoche avrebbe completato con successo il
ritiro laddove altri avevano fallito, non soltanto gli diede la
trasmissione, ma gli offrì anche l’uso della sua personale cabina da ritiro.
Nonostante le condizioni
primitive della minuscola cabina con il suo pavimento sporco e la mancanza
d’acqua, riscaldamento e luce, dotata solamente di un condotto per l’aria
attraverso il tetto per permettere la circolazione dell’aria, Lama Yeshe
Losal Rinpoche completò con successo il più difficile test con una mente
chiara e stabile. Alcuni anni dopo, nel 1997, completò un nuovo Ritiro del
Bardo nella propria cabina di ritiro a Holy Island, ed è l’unica persona
vivente di cui si abbia notizia ad aver completato due volte i quarantanove
giorni di Ritiro del Bardo nella totale oscurità. Questa
esperienza, assieme ai precedenti dodici anni di ritiro solitario, portarono
a compimento la profezia di Sua Santità il 16° Karmapa, secondo la quale
qualsiasi persona desiderasse imparare la meditazione, non avrebbe dovuto
cercare altri che Lama Yeshe Losal Rinpoche.
L’augurio di Lama Yeshe
Losal Rinpoche al Dharma di attecchire e fiorire in Occidente fu rinvigorito
nuovamente quando, nel 1990, fu avvicinato da una signora irlandese che gli
disse di possedere un’isola nel Firth of Clyde. Questa signora desiderava
vendere l’isola ed era stata guidata a rivolgersi ai Buddhisti di Samye Ling
da una visione di Maria. Così, in una fredda giornata di Dicembre, Lama
Yeshe Losal Rinpoche salpò dalle Isole Arran per la piccola ma di grande
effetto Holy Island, contemplando per la prima volta la sua bellezza
selvaggia e l’imponente montagna di Mulloch Mor con la sua vetta avvolta
dalla nebbia.
Una volta sulla spiaggia,
Lama Yeshe Losal Rinpoche sentì un’immediata affinità con l’aspro terreno
dell’isola, così simile alla sua terra d’origine nel Tibet. Dopo aver
esplorato l’isola, Lama Yeshe Losal Rinpoche sedette sulla riva per avere un
colpo d’occhio notturno e rivolse lo sguardo verso il mare in direzione di
Lamlash nell’isola di Arran dove i lampioni delle strade illuminavano la
baia come delle lampade di offerta al burro. Fu allora che ricordò una
visione che ebbe alcuni anni addietro, mentre praticava lo Yoga del Sogno
durante il ritiro a Woodstock. Aveva sperimentato di volare sopra una
bellissima isola circondata da luci scintillanti. Sedendo su quella spiaggia
dieci anni dopo, Lama Yeshe Losal Rinpoche comprese di avere una forte
connessione con quell’isola e che doveva fare ogni cosa in suo potere per
acquisirla.
Conoscendo la sua storia
passata, come posto di profonda spiritualità nel periodo pre-Cristiano e
Celtico Cristiano, Lama Yeshe Losal Rinpoche si sentì ispirato al
risvegliare il sacro passato dell’isola, sviluppandola come un posto di
rifugio e ritiro, non solo per Buddhisti ma per persone di tutte le fedi. In
dispetto alla mancanza di fondi, la visione di Lama Yeshe Losal Rinpoche
riguardo Holy Island era così forte da accendere l’immaginazione di molte
persone; dopo un massiccio sforzo per la raccolta di fondi, l’isola fu
acquisita dalla Rokpa Trust nell’aprile del 1992.
Nel frattempo
l’attività di Lama Yeshe Losal Rinpoche divenne sempre più vasta. Da una
parte c’era il suo lavoro a Samye Ling, dall’altra Lama Yeshe Losal Rinpoche
viaggiava ampiamente, insegnando nei Samye Dzong e nei Centri associati in
tutto il mondo. Il suo approccio non settario e anche lo stile semplice lo
resero un relatore popolare ad altri gruppi, come la Global Business Network
che lo invitò a parlare alla Comunità Internazionale del Business. In una di
queste occasioni, a Maastricht, Lama Yeshe Losal Rinpoche si rivolse ad un
gruppo di seicento manager di più alto livello della Shell, ed in seguito fu
elogiato dal loro Presidente per essere stato l’unica persona che sia mai
stata in grado di far stare l’esecutivo non soltanto in silenzio, ma anche
di farlo meditare per quindici minuti!
Lama Yeshe Losal Rinpoche è
anche il solo Lama tibetano ad essere stato onorato dai Buddhisti della
tradizione Theravada quando, nel novembre del 1998, gli fu attribuito il
titolo di Sasana Kirti Sri, o Illustre e Rinomato Maestro, alla Cerimonia di
onorificenza del Congresso dei Bikkhu (monaci) Savodaya nello Sri Lanka. Nel
febbraio del 1998 fu invitato a partecipare ad una storica cerimonia di
ordinazione per centinaia di monache nel sacro luogo di Bodhgaya, in India.
In questa occasione di
grande auspicio, undici delle sue monache riceverettero i voti completi di
Bhikkuni o Ghelongma, permettendo così l’ordinazione completa delle monache
nella tradizione Buddhista tibetana.
Ovunque vada, Lama Yeshe
Losal Rinpoche cerca di aiutare le persone in qualsiasi modo sia loro più di
beneficio. La sua natura non prevenuta e il suo temperamento solare agiscono
come un magnete per persone di tutte le fedi e retaggio culturale.
Lontana delle distrazioni
della vita mondana, Holy Island era nota come un posto di spiritualità anche
prima del VI° secolo, quando il Santo Celtico Cristiano Molaise rimase per
un certo tempo in ritiro in una grotta che è ora diventata un luogo di
pellegrinaggio. Lama Yeshe Losal Rinpoche vede il lato Sud dell’isola come
il posto ideale per il centro Buddhista per ritiri di lunga durata, dove il
28 ottobre 2002 è iniziato il primo ritiro tradizionale su Holy Island, ed
il lato a nord per un centro interreligioso per la pace nel mondo e la
guarigione.
Con il suo continuo lavoro
a Samye Ling, Holy Island e nei molti Centri Samye Dzong in Italia e in
molti altri Paesi, l’altruistica attività di Lama Yeshe Losal Rinpoche
mostra tutte le caratteristiche del vero Bodhisattva. Possa la sua vita
essere lunga e fruttuosa, perché possa continuare a diffondere il Dharma e a
beneficiare tutti gli esseri secondo le loro necessità.

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